“Io non vedo, tu non senti, lui non parla”
La
riflessione trae lo spunto dalla ormai pluriennale vicenda che occupa
una parte consistente dei cittadini residenti a Cerenova,
quotidianamente alle prese con le mille soperchierie che sono costretti
a sopportare.
Il tema è quello dell’inquinamento acustico selvaggio che opprime gli
abitanti di questo sfortunato agglomerato cittadino su cui incombe un
“non-governo-locale” in particolare per quanto riguarda le – diciamo –
“spontanee” manifestazioni di promozione di attività locali commerciali
e turistiche.
Ormai non esiste realtà commerciale o turistica che non sia accompagnata
da un bombardamento musical-canoro che, se non supera di gran lunga il
numero di decibel che segna il passaggio al dolore fisico, non ha
diritto di cittadinanza.
Bar, Supermercati, Pro-loco, Pizzerie e, naturalmente, parco giochi
Caerelandia gareggiano in questo triste sfoggio di inciviltà (sonora, ma
non solo!) trasformando ogni giorno dell’estate – ma anche d’inverno se
ne “gustano” alcuni consistenti frammenti – nell’incubo che segna
l’avvicinarsi delle ore serali e, particolarmente, di quelle notturne
(in alcune occasioni, si sono verificati insopportabili disturbi anche
fino alle tre di notte!).
Naturalmente, in questi ultimi tre anni sono fioccate sui tavoli del
Sindaco, degli Assessori interessati, dei responsabili dei singoli
Uffici comunali, della Polizia locale e dei Carabinieri di Campo di Mare
una miriade di petizioni firmate da centinaia di cittadini, di
Esposti/denuncia per disturbo della pubblica quiete, di segnalazioni
all’Autorità giudiziaria, etc.: tutto ciò assolutamente invano! Neanche
un intervento scritto del Prefetto di Roma ha potuto nulla contro la
“guerra del disturbo ad ogni costo” che non conosce né attenuazione, né
sosta.
Ogni tanto, da parte del Comune di Cerveteri, viene emanata (pro-Formia,
come diceva Totò) una qualche ordinanza che, in seguito, ci si guarda
bene dall’applicare e, quindi, dal fare osservare ai soggetti cui è
diretta : la classica pudica foglia di fico messa per coprire la
vergogna di tanto disinteresse per i cittadini (utili solo in sede
elettorale) e per le sacrosante richieste di questi di potere dormire la
notte (ma che pretesa!) e di difendere la propria salute e l’equilibrio
psico-fisico così duramente messi alla prova giorno e notte.
Emblematica risulta, a tale proposito, la vicenda legata all’emanazione
della Delibera di Giunta n. 134 del 14 luglio 2009 con la quale il
Comune di Cerveteri ha (solo per forma) ordinato alla Soc. Bonder Sas di
Bonavita Nicolino & C. concessionaria della gestione del parco pubblico
di Cerenova il “…ripristino della conformità convenzionale…”,
riconfermando “…con effetto immediato, il divieto di ogni e qualsiasi
altra attività all’interno del punto verde di qualità in località
Cerenova, diversa da quelle previste nella convenzione in essere”. Si è
minacciato, in caso di inadempienza entro il termine massimo di 60 gg.
dalla notifica, l’attivazione dei previsti procedimenti sanzionatori e
si è trasmesso il provvedimento in parola al Dirigente dell’Area 3^ ed
al servizio della Polizia Locale per i rispettivi séguiti di competenza.
Contro tale provvedimento il gestore del parco è ricorso al TAR del
Lazio, il quale , per dirla in breve, dopo avere accordato una
temporanea sospensiva della Delibera di Giunta, ha depositato in data 25
gennaio 2011 una sentenza nella quale, respinte perché infondate le
ragioni del ricorrente, ha ordinato all’Autorità amministrativa (leggi
Comune di Cerveteri) di dare esecuzione alla sentenza stessa (leggi: la
Delibera è legittima e la devi fare eseguire).
Qualcuno, a questo punto, si chiederà come stanno le cose a nove mesi di
distanza dall’emanazione della sentenza del TAR. Ebbene forse ciò
sembrerà sorprendente a chi non conosce ancora la “cultura” legalista
dei nostri amministratori e degli altri organismi addetti alla sua
(della Cultura) sempre maggiore affermazione : il gestore continua
imperterrito a svolgere tutte le attività non previste dalla convenzione
e per le quali era stato a suo tempo censurato:
• il numero di giochi a pagamento (che già risultavano in quantità molto
maggiore di quelli previsti in convenzione), invece di essere ridotti
per favorire una maggiore estensione di aree verdi e di altri servizi,
hanno subìto – naturalmente – un ulteriore incremento negli ultimi tre
mesi, capovolgendo così i presupposti sui quali si fondava il
Bando-Disciplinare per l’assegnazione della concessione;
• l’area pubblica risulta oggi vieppiù occupata da strutture di
“abbellimento” non autorizzate che ne limitano ulteriormente la
praticabilità da parte dei frequentatori. Come piccola notazione a
margine, non si può non sottolineare lo “stile” dei cosiddetti
“abbellimenti” che, in una terra ammirata e invidiata in tutto il mondo
in quanto culturalmente appartenente alla storia ed alla civiltà
etrusca, si rifà ai motivi egittizzanti delle piramidi e della Sfinge,
nonché – colmo del kitsch – alle forme indianeggianti dei palazzi delle
bajadere. Ma tant’è : ognuno ha i gestori che si merita!
• conferma della prosecuzione dell’esercizio di attività non autorizzate
(abusive) che squilibrano ulteriormente a vantaggio di fini commerciali
il contenuto normativo del “Bando” e della “Convenzione”:
a) organizzazione di “feste” per compleanni a pagamento con fornitura
(abusiva) di prodotti alimentari;
b) centro estivo a pagamento per “deposito” di bambini;
c) prolungamento “ad libitum” (attualmente dalle 8,00
alle24,00)dell’orario giornaliero di funzionamento del parco onde
permettere lo smercio di prodotti e servizi il più a lungo possibile;
d) Eccetera, eccetera.
Il tutto – chiaramente – sempre accompagnato da musiche e suoni ad
altissimo volume prodotti da impianti sonori (si noti il plurale non
casuale) non autorizzati e, quindi, abusivi.
Ci si potrebbe chiedere il motivo per il quale questa gente non attenua,
quanto meno, il rumore che è quello che più di tutto rende
insopportabile l’insieme delle loro illecite attività. La risposta più
candidamente agghiacciante l’ha fornita a suo tempo il Comandante della
Stazione dei Carabinieri di Campo di Mare in uno dei suoi innumerevoli
tentativi di giustificare l’operato dei gestori del parco: suonano
perché qualcuno potrebbe non accorgersi che il parco è aperto!
In conclusione, mentre in tutto il mondo, ma anche in Italia, va sempre
più affermandosi una gran voglia di Giustizia e Legalità, in questo
nostro microcosmo tetragono ad ogni permeabilizzazione che non sia
quella del gretto interesse di bottega, ci si continua a comportare come
se la prevaricazione e l’inciviltà fossero destinate a pagare ancora a
lungo : possibile che ai nostri amministratori, agli organismi di
polizia e delle forze dell’ordine non sia ancora squillato un campanello
d’allarme per situazioni che divengono sempre più intollerabili? Occorre
sapere che le famose tre scimmie sono l’immagine di una specie in via di
estinzione.
Lettera firmata
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