La Posta dei Lettori


Silvia Mollame - Cerenova Comune - risponde al Direttore

 

Caro Direttore,
grazie per il suo articolo. Sarà spunto di riflessione per tutti, lettori, relatori dell’incontro e osservatori futuri. Vorrei aggiungere però delle precisazioni e delle informazioni in più, in modo da rendere più completo il quadro.
Le cose non sono mai come si vorrebbero. In una parola, perfette. E’ vero, Emilio Eudizi è stato “brutale”, ma per noi la parola giusta è piuttosto schietto, leale. Al di là di quello che la gente ha potuto pensare, a suo modo, ha voluto sgombrare il campo dall’equivoco che fossimo una formazione pseudo-politica che da una parte promette ai cittadini di risolvere tutti i problemi e dall’altra si butta nella mischia dei soliti meccanismi politici cervetrani che paralizzano il sistema comunale per anni e sfiduciano i cittadini, spesso in modo irreversibile.
E’ vero, Eudizi è stato perentorio, ma allo scopo di mantenere l’attenzione della platea sul nostro obiettivo principale: rendere Cernova e Campo di Mare una cittadina funzionante, vivibile e attraente come merita, attraverso il distacco dal Comune di Cerveteri e relativo referendum.
Se davvero il Presidente e tutta l’Associazione volessero disinteressarsi dei problemi di Cerenova e quindi dei suoi abitanti, come si sposerebbe questo con la decisione di aprire uno sportello al cittadino di cui io stessa ho parlato durante il mio intervento? Il progetto concreto di dare un servizio gratuito alla gente, raccogliendo segnalazioni di disservizi e disagi al fine di convogliarli presso l’Amministrazione, non è sintomo, e tanto meno prova, di un disinteresse per i problemi, ma la volontà di rappresentare un punto di riferimento oggi che siamo ancora frazione del Comune di Cerveteri e domani che saremo autonomi o frazione di altro Comune.
Siamo un piccolo gruppo, che cerca di fare più che parlare. E non è facile, tra lavoro e famiglia. E soprattutto in una fase in cui i cittadini si trovano chiamati a sostenere più del peso di una segnalazione per sopperire all’assoluta e persistente inesistenza della classe politica.
Siamo pochi, ma faremo di tutto per aumentare, per organizzarci e per migliorare la nostra comunicazione e il nostro rapporto con le persone. Impareremo dai nostri errori che sicuramente ci saranno, seppure in buona fede, e ne pagheremo il prezzo. Questo è certo. Ma se ci demoralizzeremo non sarà perchè abbiamo sbagliato qualcosa, ma perchè, pur mettendoci il cuore e tutte le forze possibili, non sarà bastato per coinvolgere tutta la popolazione necessaria al cambiamento.
Silvia Mollame 

 

Cara Silvia,

passo al tu perchè ci conosciamo bene, avendo tu collaborato proficuamente con questa testata, fin da quando uscivamo in edizione cartacea.

Venendo al contenuto della tua lettera mi preme dire subito che personalmente non ho mai dubitato della vostra integrità morale, ma non credo che brutalità e perentorietà ne siano necessariamente una testimonianza. Così come non mi sono mai permesso di dire che siete disinteressati ai problemi della cittadinanza. Ho detto altre cose, ed evidentemente serve ribadirle. Intanto l'evidente mancanza di una scelta determinata, precisa, convinta, attorno alla quale enucleare le forze civiche necessarie, poi la tenacia nel dimostrare, con dati che nulla dicono, che Cerveteri è l'inferno e Ladispoli l'eden. E' questo atteggiamento che autorizza chi ascolta a pensare che la volontà vera sia solo quella di sostenere l'annessione a Ladispoli, dimostrando già una resa di fronte agli intenti annunciati. Ma questo non significa che siete in mala fede, semmai, ancora una volta, che manca un obiettivo certo. E me ne dispiace, innanzitutto perchè anzichè convincere così facendo si disorienta. Così come non infonde fiducia il dichiarare di non conoscere, e non volerne sapere, delle vicende di Cerveteri, quelle poi che si vogliono combattere. Tra l'altro questo è in forte contrapposizione con l'intento di aprire uno sportello d'ascolto. Cosa vuoi che venga a fare lì il cittadino quando gli hai detto che non ti interessa ciò che fa Cerveteri e, ancora più grave, che per due anni non hai titolo per fare qualcosa. Questo ho detto, e ridico, intanto anch'io in veste di cittadino stufo delle amministrazioni che si avvicendano al governo della città, poi come cronista, seduto in mezzo alla gente, che parla con loro, ma soprattutto che ascolta. Mi dispiacerebbe vedere depauperare una volta ancora rabbia, indignazione, esasperazione, senza trarne da queste le debite potenzialità. E l'altra sera mi sarebbe piaciuto che si discutesse delle cose per le quali si chiede sostegno, ma dibattito non c'è stato, anche se annunciato nel materiale divulgativo della serata, e ti assicuro che questo ha deluso tanta parte dei presenti. 

Con stima

Giorgio Raviola  

 

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