La Posta dei Lettori


Luciano Lucci scrive a Silvia Mollame sulla questione Cerenova Comune

 

Gentile Silvia Mollame e caro Giorgio Raviola, leggo le vostre considerazioni sul giornale telematico Tyrseno.it e non posso fare a meno di condividere la vostra analisi sulla realtà politica e sociale che stiamo vivendo. A volte, è vero, sembra che “il lottare contro questo sistema” sia l’obiettivo e non il mezzo per scardinarlo. Sul Corriere della Sera in un suo articolo Sergio Romano cita le impressioni di Tocqueville quando visitò l’America nel 1821. Il filosofo francese fu colpito dalla straordinaria prontezza con cui i cittadini di un Paese, poco più che cinquantenne, riuscivano a creare dal basso, e in breve tempo, associazioni e movimenti che si proponevano obiettivi locali, pratici e concreti. Volevano risolvere un problema, rimuovere un balzello, ottenere maggiore autonomia per la gestione di affari che riguardavano direttamente l’insieme della comunità locale. Ecco, noi a Cerveteri dobbiamo ricreare lo stesso spirito di quel Paese nascente. Sollecitare i cittadini a partecipare ed aggregarsi di più e dare loro un’alternativa, insomma, trovare il mezzo. E voi di Cerenova avete pensato al distacco da Cerveteri per dare vita ad un nuovo Comune. Noi di Sviluppo per Cerveteri puntiamo invece a costituire una compagine di cittadini in grado di sostituirsi a questo sistema ormai spremuto, asservito, auto referenziato, finalizzato quasi esclusivamente a perseguire interessi personali, o per conto dei cosiddetti poteri forti, ed incapace di dare le giuste risposte alla gente. Due metodi diversi i nostri, ma con finalità simili. Qualcuno parla anche, come estremo rimedio, di accorpare Cerenova a Ladispoli. Scarterei a priori quest’ultima ipotesi, per diversi motivi, intanto i problemi sarebbero similari perché i politici sempre quelli sono, guidati dalle stesse logiche ed ubbidienti ai soliti poteri, poi sarebbe porgere su di un piatto d’argento un po’ di terreno edificabile a chi questo l’ha praticamente esaurito. Un nuovo Comune sarebbe una soluzione, almeno per voi di Cerenova, però credo francamente che sia impresa difficile e non di rapida soluzione. Anche il nostro progetto è piuttosto ambizioso e piuttosto complesso. Entrambi questi nostri obiettivi hanno in comune la necessità di coinvolgimento popolare e partecipazione, ed è questo il difficile, non tanto ciò che ci siamo prefissati. E se appare evidente come molti punti dei nostri programmi coincidano, altrettanto scontato è il fatto che, paradossalmente, dividono le già scarse e preziose risorse necessarie. Ora, mentre scrivo queste poche righe, mi viene in mente un interrogativo, e glielo voglio sottoporre: non sarebbe possibile trovare un modo per cooperare, darci una mano? Non saprei rispondere così, nell’immediato, però voglio ragionarci su e chiederei anche a voi di dedicare qualche minuto a questa riflessione, e caso mai poi ci possiamo risentire.
Grazie e buon lavoro.
Luciano Lucci

 


 

 

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