Caro direttore,
sabato 13 febbraio scorso ero lontano da Cerenova per motivi familiari e non ho potuto partecipare alla riunione promossa dal signor Emilio Eudizi - che vorrei avere il piacere di conoscere – per riprendere il discorso che iniziammo anni orsono con il progetto “Pyrgi”, quando in tempi brevissimi si raccolsero migliaia di firme (poi misteriosamente scomparse al momento della presentazione, ma questa è ormai un’altra storia, vecchia e superata) tra i concittadini che richiedevano un referendum tendente al distacco da Cerveteri della nostra popolosa frazione, da sempre dimenticata e lasciata in un degrado ormai insopportabile, stante la assoluta incapacità (da parte di tutte le Gestioni passate e presenti) di occuparsi di questo nostro bellissimo territorio, che dovrebbe essere sempre e comunque il fiore all'occhiello di una Amministrazione oculata, come avviene in altre realtà similari, affacciate sul mare, del resto del nostro Paese.
Ricordo che all'epoca dell’”operazione Pyrgi”, negli incontri e discussioni relative all'attuazione dell’ intento di molti di noi, più volte mi ritrovai ad affermare che almeno a mia intenzione questo importante passo doveva mirare non tanto alla effettiva costituzione di un nuovo Comune (necessariamente piccolo e senza risorse economiche sufficienti) ma, diciamo così, a mostrare i muscoli al Comune capoluogo, da sempre disattento alle realtà locali che andavano diventando sempre più importanti e popolose, facendo vedere come, in così breve tempo, la protesta dei cittadini era esplosa numericamente e in maniera fortemente propositiva. Era come dire "guardate, signori, che noi ci siamo, abbiamo proposte forti e motivate, cercate di risolvere i nostri gravi problemi o noi vi piantiamo, ricordate Ladispoli del 1970!!"
Ieri osservando una immagine dal satellite del nostro territorio, da Zambra a Palo, mi sono domandato: “ma che ci azzeccano Campo di Mare e Cerenova con la città etrusca sulla collina, racchiusa non tanto dalle sue mura quanto dalla mentalità tutta particolare, per non dire di peggio, dei suoi abitanti e amministratori, quando una sola stretta strada ci separa da Ladispoli
la cui popolazione è così affine per cultura, modus vivendi, origini, a noi “forestieri” come veniamo spesso appellati dai cervetrani?
Ecco perché anche nell’incontro allo Sporting Club, se fossi stato presente, avrei ribadito con forza che la nostra soluzione non può certo essere la nascita di un nuovo piccolo Comune, necessariamente inascoltato poi dalle superiori entità (Provincia-Regione-Stato) bensì l'esame della possibilità di richiesta referendaria di accorpamento al grande Comune costiero a noi confinante.
Claudio Pirolli
Caro Claudio,
io c'ero sabato 13 febbraio alla presentazione del
progetto di autonomia per Marina di Cerveteri. E devo dire che ne sono
uscito con la sensazione che, almeno con queste premesse, un distacco da
Cerveteri per costituire un nuovo ente locale non avverrà mai. Per
carità, sono state dette cose giustissime quel sabato allo Sporting
Club, c'erano anche rabbia e determinazione tra i presenti, un po' pochi
per la verità, ciò che mancava erano le cose basilari: organizzazione e
guida del progetto. In stringata sintesi: Eleuteri ha narrato dei gravi
disagi della nostra frazione, ha portato Ladispoli come esempio
positivo, quindi la necessità di distacco da Cerveteri quale unica e
sola prospettiva per venir fuori da quest'immobilismo che ci blocca.
Però ha concluso dicendo più o meno così: io vi ho dato l'idea, ora sta
a voi cercare persone e soldi per realizzare il tutto. Un po' poco non
ti pare? Sai bene quanto abbiamo inutilmente penato in questo dannato
paese per cercare di fare uscire la gente dalle loro case, scendere in
piazza e partecipare ad una sana e gioiosa, forse semplicemente normale,
vita sociale, di partecipazione e presenza. Ed abbiamo anche vissuto il
tracollo di Pyrgi, laddove c'erano forze e mezzi se non altro
sufficienti per mettere in moto qualche cosa di importante. Quindi
accantonerei quest'idea di autonomia, non perchè non sia valida,
semplicemente perchè, ribadisco, non ha i presupposti per prendere il
giusto avvio. La soluzione? Tu proponi l'accorpamento a Ladispoli. E'
un'idea, ma non mi convince, semplicemente perchè Ladispoli ha ormai
sfruttato tutto lo sfruttabile per costruire ed espandersi, mentre
Cerveteri è ancora terreno fertile, e lo dimostrano le vicende comunali
nostrane. Ma voglio anch'io lanciare una proposta: perchè non costituire
una compagine nuova, formata da cittadini e non dai soliti politici
vicini ai cosiddetti poteri forti? Una compagine che da sola riesca a
salire al colle in blocco per prendere in mano le redini della città,
perchè ormai tale siamo. Non è utopia, ci sono illustri recenti episodi
che narrano di come i cittadini ce l'abbiano fatta, e son ben contenti.
Abbiamo visto che Ciogli sembrava il miglior amministratore del mondo,
ma infilato nella politica cerveterana è sotto gli occhi di tutti che
fine abbia fatto, anche un po' triste, a veder bene.
Ciao e grazie
Giorgio Raviola
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