Quale
ricetta per cambiare il paese? L’impegno dei
cittadini.
Molti
concittadini scrivono alla nostra redazione
raccontano aneddoti sulle disfunzioni
amministrative, sugli interessi dei singoli,
sullo spreco di denaro che si verifica a
Cerveteri. E potremmo continuare. Alcuni ci
sollecitano un nostro pensiero e una
riflessione. E’ fin troppo facile concordare
con loro. Ma, a mio avviso, parlare dei mali
di Cerveteri e condividerli è un’operazione
fin troppo di routine. Il problema, sempre a
mio avviso, è un altro: trovare la ricetta.
E’ chiaro che non esiste un solo farmaco che
può guarire il male del “malgoverno” che si
è diffuso in maniera così capillare nel
nostro tessuto sociale. Ma, se si vuole
continuare a parlare sotto forma di
metafora, si dovrebbe attuare un vero e
proprio protocollo medico. E alla base di
tutto dovremmo inserire un concetto tanto
fondamentale quanto difficile: l’impegno del
cittadino. L’impegno a informarsi, ad
adoperarsi e partecipare. E qui che il
cittadino si tira indietro, dietro alla
parola “impegno” che si fatica anche a
pronunciare. Di fronte alla chiamata ad un
impegno diretto le critiche sfumano, si
comincia a dire che sono tutti uguali, che
c’è la famiglia, i figli, la spesa, che
tanto non cambia nulla. E infatti non cambia
nulla e gli anni passano.
Luciano Lucci