Le Opinioni

G. Raviola, L. Lucci


Manovra: III tentativo. Si sbloccherà tutto appena avranno deciso finalmente che a pagare saranno sempre i soliti

Mentre i vari componenti del nostro Governo se ne stavano andando serenamente in ferie è arrivato tra capo e collo l’allarme della BCE sui nostri conti pubblici, paventando per l’Italia il serio rischio default, termine inglese che in economia e tradotto significa insolvenza. Fermi tutti e giù a testa bassa per varare i provvedimenti economici a correzione. Oggi, a circa venti giorni dal richiamo BCE, di manovre correttive ne sono state varate e ritirate tre o quattro, è difficile persino tenerne conto. Ciò è dovuto dal fatto che ad ogni annuncio dei provvedimenti si scatenano rabbiosamente le categorie che potrebbero essere colpite. Siccome siamo sempre in costante campagna elettorale non bisogna indispettire i potenziali sostenitori ed allora dietro-front. E poi c’è l’esigenza di presentare i provvedimenti presi come risolutivi, efficaci, ma soprattutto che non mettono le mani in tasca degli italiani, anche se così non è, altrimenti al nostro Premier verrebbe vanificato il suo più usato slogan. Mentre stiamo scrivendo queste poche sconfortate righe si sta discutendo un’altra versione della manovra suggerita dall’Europa, che però nel frattempo rincara la dose ricordando che i provvedimenti presi debbono contenere prerogative di sviluppo. Le migliori risposte del nostro Governo a quest’ennesimo avvertimento sembrano essere l’aumento dell’Iva, l’introduzione di qualche altro condono edilizio e norme più stringenti sull’evasione. Ma vediamo brevemente: l’aumento dell’Iva è sicuramente una manovra recessiva, quindi non certo configurabile come possibilità di sviluppo; il condono edilizio è un premio a chi contravviene alle regole, e ciò rende paradossale la manifestata volontà di colpire gli evasori fiscali. Ma poi se tanti e tanti soldi potrebbero essere recuperati semplicemente punendo gli evasori perché non si fa normalmente, e non solo in situazione di emergenza. Carcerare gli evasori dovrebbe essere un dovere di un esecutivo sano e capace, sempre, ed un giusto riconoscimento a chi le tasse le paga. Se questo è il Governo che deve dare un’immagine di efficienza per rassicurare i mercati finanziari interni ed internazionali ci sono veramente tanti motivi per essere seriamente preoccupati del nostro futuro. Il tutto è ancora più allarmante se si pensa che l’opposizione l’unica cosa che sa dire è che questo Governo deve andare a casa, senza nulla proporre. A proposito, ma le tangenti di cui ci danno quotidianamente conto le cronache non sono soldi pubblici? E non sarebbe opportuno quanto utile prendere provvedimenti seri per prevenirle? Non sarà mica un ostacolo il fatto che queste sono cose equamente bipartisan? Ahi noi, siamo messi proprio male, la scelta per noi cittadini sembra essere solo tra la padella e la brace.
Giorgio Raviola
 


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